Cartella di Pagamento e Pignoramento

a cura dell’Avv. Francesco Cervellino

Pignoramento e vizi della notifica: obbligo di tempestiva impugnazione

La recente ordinanza n. 32671 della Corte di Cassazione (depositata il 16 dicembre 2024) ribadisce i principi in materia di impugnazione degli atti tributari, con particolare riferimento al pignoramento presso terzi e ai vizi di notifica della cartella di pagamento.

  1. Il principio della tempestiva impugnazione

Quando un pignoramento presso terzi costituisce il primo atto con cui viene manifestata la pretesa tributaria, il contribuente è legittimato a contestare l’assenza di notifica dell’atto presupposto (ad esempio, una cartella di pagamento). Secondo quanto stabilito dalla Corte, l’impugnazione deve essere effettuata entro 60 giorni dalla notifica del pignoramento. La mancata opposizione nei termini comporta la consolidazione della pretesa tributaria e preclude la possibilità di sollevare vizi relativi all’atto precedente.

  1. Ambiti di impugnazione e limiti giurisdizionali

Il contribuente, a sua discrezione, può:

  1. Impugnare il solo atto di pignoramento, eccependo l’assenza di notifica di un valido provvedimento impositivo. In questo caso, la competenza è attribuita al giudice tributario e l’esame si limiterà alla validità della notifica.
  2. Impugnare cumulativamente sia l’atto di pignoramento sia la cartella esattoriale. In tale ipotesi, il giudice sarà chiamato a valutare anche il merito della pretesa tributaria.

L’ordinanza richiama l’importanza di tale scelta poiché, in molti casi, il pignoramento rappresenta l’unica occasione per contestare la validità della cartella, considerato che l’impugnazione diretta della stessa è limitata alle ipotesi tassative previste dall’art. 12, comma 4, del DPR 602/1973, come recentemente ampliato dal Dlgs 110/2024.

  1. Vizi dell’esecuzione e giurisdizione ordinaria

Diversamente, qualora il contribuente voglia eccepire vizi dell’attività esecutiva (es. prescrizione del credito tributario o impignorabilità di beni), l’atto di pignoramento deve essere opposto dinanzi al giudice ordinario, come sancito dalle Sezioni Unite nella sentenza n. 7822/2020.

  1. Notifica del ricorso e agenti coinvolti

La riforma del contenzioso tributario (Dlgs 220/2023), modificando l’art. 14 del Dlgs 546/1992, ha introdotto ulteriori obblighi formali. In particolare, laddove il contribuente intenda contestare il difetto di notifica dell’atto presupposto, è necessario notificare il ricorso sia all’Agenzia delle Entrate sia all’agente della riscossione.

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L’ordinanza della Suprema Corte n. 32671/2024 rappresenta un monito importante per i contribuenti: ogni vizio relativo alla notifica della cartella di pagamento deve essere eccepito tempestivamente, in sede di impugnazione dell’atto di pignoramento. Eventuali ritardi possono compromettere irrimediabilmente la difesa del contribuente, con il consolidamento definitivo della pretesa tributaria.

Fisco

Legge di Bilancio 2025

La Legge di Bilancio 2025, presentata al Parlamento, prevede un pacchetto di interventi dal valore complessivo di circa 30 miliardi di euro. Le principali misure incluse nella manovra mirano a sostenere il reddito di famiglie e lavoratori, incrementare l’occupazione e stabilizzare il debito pubblico.

Misure fiscali e per il lavoro

La manovra conferma il taglio del cuneo fiscale per i lavoratori con redditi fino a 35.000 euro, che diventa strutturale e potrebbe essere esteso ai redditi fino a 40.000 euro. È inoltre prevista la riduzione dell’aliquota IRPEF dal 35% al 33% per redditi tra 28.000 e 50.000 euro, con possibilità di ampliamento della fascia fino a 60.000 euro, per ridurre il carico fiscale sui redditi medio-bassi.

Sostegno alle famiglie e incentivi alla natalità

Il testo prevede interventi a favore delle famiglie con figli, come l’estensione del “bonus mamma” alle lavoratrici autonome, l’introduzione della “Carta per i nuovi nati” da 1.000 euro per genitori con ISEE fino a 40.000 euro, e un bonus asilo nido fino a 3.600 euro per ogni figlio. È stato inoltre prolungato il congedo parentale, con una retribuzione aumentata all’80% per un massimo di tre mesi.

Agevolazioni per le imprese

Per incentivare gli investimenti e favorire l’occupazione, la manovra introduce una riduzione dell’IRES per le imprese e prevede il mantenimento dei fringe benefit fino a 2.000 euro per i lavoratori con figli, o 1.000 euro per gli altri lavoratori. A banche e assicurazioni verrà richiesto un contributo straordinario che finanzierà parzialmente queste misure. Sono inoltre previsti incentivi specifici per le imprese del Sud Italia.

Contenimento del debito pubblico

Nel contesto del debito pubblico, la legge prevede una gestione prudente della spesa pubblica, con una limitazione degli interventi in deficit e una riduzione media del 5% nelle spese correnti dell’amministrazione pubblica. L’allocazione dei fondi per la sanità sarà incrementata in linea con la percentuale del PIL.

Questa manovra comprende misure per l’adeguamento dei livelli pensionistici, che prevedono una rivalutazione delle pensioni minime, l’eliminazione del meccanismo di sterilizzazione precedentemente attivo, e incentivi per chi rimane nel mercato del lavoro nonostante il raggiungimento dei requisiti pensionistici.